Da dove inizia la storia del Blu Tornado?

Quasi per caso, Gianluigi Baroncini ha sentito parlare di tractor pulling e qualche volta aveva visto delle immagini sfuggenti in tv o su qualche rivista. Inizialmente era più una curiosità quella che provava per questi strani trattori elaborati fino all’ inverosimile che non un interesse vero e proprio. Poi nel 2001 la svolta che segnerà la sua vita. Viene svolta nella località di Pezzolo di Russi, ad un tiro di schioppo da Alfonsine, una demo-pull con alcuni trattori da corsa. E qui il rombo tonante di questi mostri da tiro colpisce al cuore Gianluigi come la freccia di Cupido. Il sibilo delle turbine in pressione, il “lamento” dei motori sotto sforzo, le lunghe scie di fumo lasciato dai tubi di scarico dei motori fanno salire l’ adrenalina al “Baro” e, sulla via del ritorno da Pezzolo, quella flebile vocina che sentiva durante la gara era diventata un grande coro:” Fai un trattore da corsa!”. Inizia così a pensare al da farsi per realizzare il progetto, e decide di acquisire il “know-how” necessario per portare a termine l’impresa e realizzare un puller competitivo. La prima cosa da fare era quella di visionare dal vero qualche gara a livello europeo. Baroncini rimane folgorato come se avesse subito una magia di Harry Potter: motori V12, turbine da aereo, trattori con un numero infinito di propulsori accoppiati fra loro in un intricato insieme di cromature da far perdere la vista. Il paese dei balocchi di ogni appassionato di motori, con ulteriore gratificazione per le orecchie.

Così nel 2002, grazie all’ aiuto degli amici che ruotano intorno alla sua officina e che per primi credono nell’ impresa, inizia la vera storia del trattore. Innanzi tutto il “corpo”: un bel telaio in traliccio fatto nella maniera artigianale “in house”. Al suo interno il cuore di tutto: un motore IVECO E-42 generosamente elaborato, un cambio Eaton “Fuller” ed un differenziale DAF. Ed ora non rimaneva che dare un nome a questa specie di Frankestein su ruote: l’opera viene battezzata “BLU TORNADO E-42”. Il team si chiamerà “TURBO 2000”. Arriva il momento dell’ esordio e il motore sovralimentato da due turbocompressori coadiuvati da un sistema di iniezione “adhoc” è performante fin dall’ inizio. Il sibilo che accompagna il rombo entusiasma il pubblico. Ma un bel rombo non è sufficiente e Blu Tornado accusa qualche problema di bilanciamento: il motore è potentissimo, ma non riesce a scaricare a terra tutta la generosa scuderia di cavalli a sua disposizione. Inizia ora la fase più dura: si sposta la barra di tiro, si applicano zavorre nel tentativo di riuscire a scatenare e far correre tutti assieme i cavalli del puller romagnolo. Ogni gara un set-up diverso, ogni bandiera verde era come iniziare da zero. La stagione si conclude con un bel terzo posto in classifica. Una medaglia di bronzo fittizia che fa ben sperare per il futuro.

Nuovo anno, vecchie sfide

Archiviata la stagione d’ esordio, il team pensa già alla stagione 2003. Ormai la cultura del tractor pulling è stata pienamente assorbita dal Turbo 2000 team, e Baroncini decide che adesso “si fa sul serio”! Le turbine diventano tre e si fa di tutto per poter spremere altri cavalli dall’ IVECO ed essere un avversario competitivo e vincente nel campionato italiano, categoria libero 45.

Le turbine aumentano il loro diametro e per dare un’ ulteriore iniezione di “fiducia” al propulsore viene applicato il NOS! Il settaggio della macchina ormai non ha più segreti per gli uomini del team, quindi ci si può gettare nell’ arena e combattere contro gli altri. Inizia la stagione, l’ adrenalina è alta, i dubbi sono molti e le certezze poche quando si ha a che fare con motori “tirati” fino al limite delle possibilità meccaniche. Gli avversari non mollano e sono duri come il marmo. Ribattono ai colpi come un fabbro sull’ incudine. Ma Gianluigi non cede, è determinato e caparbio, concentrato sulla gara, ma allo stesso tempo è sincero e leale, sempre disponibile. Un moderno cavaliere su un cavallo meccanico.

Di gara in gara la possibilità di poter conquistare il titolo cresce e con essa l’ entusiasmo di tutta la squadra. Ore e ore di lavoro notturno, cene saltate, impegni rimandati, litigi con mogli e fidanzate per portare il Blu Tornado sul gradino più alto del podio.

La tensione è palpabile nell’aria, nessuno dice niente, chi guarda in basso e chi… non guarda per niente! Alla fine, con un collettore di aspirazione legato col fil di ferro, come un cavallo ferito, il Blu Tornado e il suo “cavaliere” Gianluigi Baroncini conquistano il tricolore della Libero 45.

La festa è grande ma dopo una prima euforia generale si individua già un pericoloso avversario per il prossimo anno: lo Splendido Team ed il suo Agritruck, spinto da un potentissimo V12 Continental di 30.000cc.

Arriva il Griffon: potenza inglese al servizio del “Baro”

Con il titolo in tasca, Baroncini pensa già a come mantenerlo. Gli avversari non stanno certo a guardare e il Baro avrebbe già un’ idea in testa, un motore che quando gira normale, scatena 2500 cavalli (sissignori, duemilacinquecento), che con l’ aiuto del metanolo potrebbe anche arrivare a 4000 (si, si, proprio quattromila), un motore che quando parte fa tremare la terra e i cuori, fa rimanere a bocca aperta……

Arriva l’ inverno, siamo verso Natale e il motore si trova. A gennaio 2004, grazie al prezioso aiuto di Domenico Bucci, l’ attuale speaker del tractor pulling, che ha condotto le trattative, il Blu Tornado assume un aspetto diverso per poter accogliere il tanto sospirato motore, il sognato e ambito Rolls Royce Griffon Mk-58 proveniente da un Supermarine Spitfire, un aereo che si era comportato egregiamente durante la seconda guerra mondiale. Un immenso agglomerato di alluminio, acciaio, tubi e cavi da ben 37.000cc di cilindrata, che racchiude 12 cilindri in due bancate a V di 60° con 4 valvole per cilindro (totale 48) aperte e chiuse da due alberi a camme in testa e una immensa turbina che sovralimenta la benzina avio. L’ accensione è garantita da due candele per cilindro e il tutto è in alluminio leggerissimo.

Il 27 marzo il motore arriva ad Alfonsine direttamente dall’ Olanda, spedito al suo proprietario Peter De Regt, uno che il Griffon lo conosce come le sue tasche.

E’ quasi mezzanotte quando il mezzo che trasporta l’ oggetto del desiderio entra nel cortile della “factory” di Baroncini. Tutto il team è in parata, quasi dovesse arrivare un’ autorità o una star del cinema.. Nonostante si tenti nel migliore dei modi di mascherare l’ emozione, sui volti dei ragazzi del Turbo 2000 traspare un misto di felicità, timore ed eccitazione. Subito al lavoro, le lancette dell’ orologio stanno segnando un orario al limite fra la tarda notte e il mattino presto ma nessuno ci fa caso, quasi il poderoso Griffon avesse dato una dose di vitalità a tutti. Giorni e giorni di lavoro indefesso per completare l’ opera, per bilanciare, settare, costruire ed adattare tutto, per permettere di nuovo al Rolls Royce di emettere nuovamente il suo urlo di guerra che terrorizzava gli avversari.

L’ inverno lascia posto alla primavera e il 29 marzo, come un fiore sbocciato su un campo, il motore ha già preso il posto dell’ Iveco tra i tralicci modificati del Blu Tornado, ora diventato RR. Impressionante. Uno spettacolo di tale stupore che i pochi fortunati che riescono a vedere lascia di sasso. Una specie di mostro che sembra uscito da un film di fantascienza. Ora la fase più delicata, il collaudo. Tre giorni di preparativi, l’ assale anteriore modificato, frizione collegata al cambio, impianto elettrico ok, tutto è pronto per il primo tentativo di accensione, quello che farà partire la sinfonia delle 12 canne d’ organo del Griffon.

Purtroppo il destino a volte gioca brutti scherzi, spietato come un killer: il motorino d’ avviamento “fonde”, ma le 12 marmitte emettono solo una lieve boccata di fumo, paragonabile a quello delle sigarette che gli uomini del team fumano nervosamente. Ma lo sconforto non fa certo parte del carattere di questi ragazzi che si rimettono subito al lavoro per cercare di capire perché il Rolls non canta. Il 2 aprile non rappresenta la fine, ma l’ inizio di una nuova sfida. Passano altri 6 giorni, durante i quali il motore viene sottoposto alle cure più amorevoli. L’ 8 aprile, sotto gli occhi stanchi dei ragazzi si tenta di nuovo: alimentazione ok, tutto come da istruzioni.

Il Baro guarda il quadro con occhi timorosi e speranzosi allo stesso tempo. Il dito si avvicina al pulsante di avviamento del motore. Dopo qualche giro a vuoto il Griffon si avvia emettendo un suono potentemente assordante (definirlo rombo è una bestemmia!) accendendo dai suoitubi di scappamento 12 piccoli fuochi. L’ adrenalina è al massimo, la gasatura dei membri del team alle stelle! Il lavoro da fare sarà ancora molto, ma la musica del motore promette bene.

La stagione 2004

Arriva il 25 aprile, la prima corsa sta per partire. La folla di gente accorsa a vedere la gara entra ordinatamente e si sparpaglia qua e là per vedere questi mezzi. Qualcuno già vocifera che quest’ anno c’è uno che ha montato un motore d’ aereo. La maggior parte dell’ attenzione viene proprio rivolta al Blu Tornado. La gente sembra ipnotizzata dal nuovo puller romagnolo. I commenti si sprecano e le domande fioccano. Il Griffon ha “catalizzato” l’ attenzione del pubblico. Operazione di pesatura, i motori si accendono, ma quando parte il Rolls l’ attenzione della gente viene calamitata verso il nuovo giocattolo del Turbo 2000 team.

La gara si conclude con un secondo posto. Una buona partenza per la stagione. Nuovo lavoro in vista per il team, la seconda gara è già alle porte.

E’ giunto il momento di fare sul serio e Gianluigi non si tira certo indietro di fronte alla sfida. Catena in tiro, bandiera verde, è il momento della verità. La terra della pista di Lendinara (RO) trema sotto i colpi devastanti delle ruote del Blu Tornado. Il Griffon scatena il suo urlo di battaglia e tira quelle 20 tonnellate di slitta oltre il traguardo: “full-pull”!

Da qui in poi sono i numeri a parlare: 5 gare vinte su 7 disputate (sarebbero state 6 se il buon Gianluigi nella gara di casa a Pezzolo di Russi non avesse deciso di dare spettacolo portando fuori e dentro dalla pista la slitta…), 18 punti di vantaggio a fine stagione sul secondo classificato.

C’è chi dice che la vittoria di quest’ anno è stata facile, che la nostra è stata un’ esibizione. In realtà gli uomini del team hanno dovuto combattere contro mille imprevisti, dovuti nella fattispecie alla mancanza di esperienza necessaria per il giusto fine-tuning del Rolls Royce e della frizione Van Der Waal, una frizione a centrifuga che tutte le volte doveva essere smontata e fatta a pezzi per capirne il funzionamento e permettere la taratura, contro un numero infinito di cavalli che non sempre hanno voluto rigare dritto, contro un serbatoio dell’ acqua forato e contro le canne pendule rotte dalle vibrazioni, contro un cambio che ogni volta era da smontare e da revisionare.

Il segreto del successo è stata una squadra affiatata e che ha funzionato alla perfezione, dove c’è si un Gianluigi “leader”, ma anche un Gianluigi modesto e umile che non prende mai una decisione senza aver consultato il suo staff. E questo vale sia per l’ officina che per il campo di gara. Un mix vincente che è tenuto insieme da una passione enorme per questo sport. I fans lo acclamano e lo seguono nelle sue gare, organizzando pullman e inneggiando cori da stadio.

Qualcuno ci chiede:” Ma chi ve lo fa fare?”. Non ci sono risposte precise, tutte sono giuste e tutte sono senza senso. Ma la passione non ha bisogno di un “senso”, altrimenti sarebbe “ragione”………

E a conferma di ciò c’è un simpatico aneddoto che la dice lunga: la gara di Cornazzano (PR) è stata rinviata causa maltempo ed il Blu Tornado RR è dovuto rimanere fuori sede per una settimana intera a causa di problemi logistici. Gianluigi confidandosi con un amico dottore, avrebbe detto: “Sento molto la mancanza del Blu Tornado, ho nostalgia di lui. L’ ultima volta l’ ho visto sabato e solo il prossimo sabato lo rivedrò… lo dicevo anche prima con i ragazzi…”

L’ amico dottore, con aria di compassione, esclama: “Ma te Luigi sei malato!”.

Ed il Baro, con la sua flemma ed aria scanzonata, risponde: “Allora fammi subito il certificato, perché i ragazzi del team mi hanno appena dato dello scemo!”.

Da quel momento in poi è stata una strada tutta in salita con molte modifiche per cercare di aumentare la potenza di sua maestà RR Griffon per cercare il metodo migliore di scaricare a terra la sua cavalleria. Infatti per questo motivo si è deciso di cambiare il telaio con uno in lega leggera acquistato oltralpe e modificato ad ok dal team per adattarlo al RR. 3000 hp ed un telaio in lega, elastico e con baricentro basso in grado di far sacricare a terra tutta la sua potenza, questo è il mix che ne risultò ed il risultato è stato indubbiamente vincente, nonstante non siano mancati piccoli problemi. Cinque titoli Italiani nella categoria “Libero 45” sono un risultato importante e sicuramente molto appagante. In campionato 2007 fa la sua prima apparizione una grande macchina, un rivale molto temibile con 3 motori Allison lo Starligt Express 3 che si rivela una grande minaccia. Avevamo giurato che non ci saremmo mai separati dal nostro mostro al quale eravamo molto affezzionati. Per questo il Team Turbo 2000 prende una decisiane importante, quella di scendere di categoria con il Blu Tornado 2 e di cominciare a costruire una nuova macchina capace di conpetere con i nuovi arrivi nel pulling Italiano. Alla prima gara di campionato 2008 il “Blu Tornado 2” subisce una rottura importante: lo scoppio del turbocompressore. Questa rottura impegna molto il Team nella ricerca dei pezzi per la riparazione e la sua determinazione risulta vincente riuscendo a rimettere in sesto il Rolls Royce in poco tempo.

Si parte per una nuova avventura

Grazie agli sponsor che hanno creduto in noi siamo riusciti a trovare negli USA il miglior telaista nel mondo del Tractor Pulling mondiale la “Full Pull Motorsports”. Dopo Pochi mesi ecco il nostro nuovo chassi in cromo molibdeno, cambio in magnesio, differenziale “Rockwell”, insomma una vera e propria opera d’arte che rasenta la perfezione.

Si parte alla ricerca dei motori, 3 per la precisione, guardando un po’ in giro per l’Europa e non solo. Alla fine abbiamo deciso di mettere a confronto l’esperienza europea con quella americana acquistando 2 motori in Europa e uno in America da quello che si dice essere uno dei migliori preparatori di motori allison in USA.

Nel frattempo Giuseppe Baudino ha manifestato interesse per il nostro Blu Tornado 2 che conduce la testa della classifica della libero 35. A questo punto abbiamo accettato di cedere il “Blu Tornado 2” a Giuseppe baudino per cercare di concentrarci a finire il nuovo “Tornado 2” che volevamo presentare all’ultima di campionato 2008.

Il lavoro del Team è stato estenuante e alla fine siamo riusciti nell’intento. A Parma 2008 la prima apparizione e la prima prova in assoluto della nostra nuova macchina che a sorpresa si piazza al primo posto. Risultato importante per noi che dopo un periodo di lungo lavoro motiva e gratifica molto, soprattutto per essere stati davanti a nomi

autorevoli con solo due motori. Purtroppo una volta aperti i motori per controllare il loro stato abbiamo scoperto dei problemi seri dovuti ai materiali scadenti e alle soluzioni tecniche di elaborazione non soddisfacenti costringendoci a ritornare negli usa per cercare materiali migliori.

Ora siamo alle porte del campionato 2009 e la nostra nuova macchina presenta soluzioni tecniche forse mai viste in Europa, inoltre abbiamo, grazie alla collaborazione preziosa dei nostri sponsor, cercato di metterci molto del nostro nella preparazione di un terzo motore che presenterà modifiche made in Italy.

La passione, l’organizzazione e la determinazione sono caratteristiche fondamentali per il successo. Il Team Turbo 2000 ha tutte queste caratteristiche ed è sempre alla ricerca di nuove soluzioni per cercare di costruire un mezzo competitivo e vincente. Le nostre mete future non escludono la nostra presenza in campionato europeo a maggior ragione ora che abbiamo un buon motivo davvero per esserci.

Tutto questo ci diverte molto e tiene viva questa nostra grande passione che è il Tractor Pulling, speriamo di non deludere i nostri fan